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Dieci giovani imprenditori che hanno partecipato al RieForum 2011.

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Luoghi

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Centro Culturale San Gaetano
Via Altinate, 71 - Padova

La ristrutturazione dell'ex Tribunale, prima complesso conventuale dei teatini, ha visto la nascita del complesso Altinate/San Gaetano, un centro civico d'arte e cultura adibito ad esposizioni, spettacoli e mostre, oltre ad ospitare una ricca biblioteca e il Progetto Giovani.
Questa nuova realtà cittadina, con una spiccata vocazione verso i giovani, si accredita come sede di attività poliedriche, rivolte all'arte contemporanea, alla fotografia e al cinema. Un luogo "tutto da vivere", con i suoi 12.000 mq nei quale socializzare, studiare, assistere a concerti, spettacoli, performance, pranzare o bere un caffè e leggere un libro o consultandolo dalla moderna biblioteca o acquistandolo nel book music shop.

Aula Magna Galileo Galilei, Palazzo del Bo
Via VIII febbraio, 2 - Padova
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A partire dal 1492 le varie scuole sparse per la città furono riunite nell'attuale sede che venne ampliata con l'acquisto dei palazzi adiacenti fino ad occupare tutto l'attuale isolato. I lavori principali ebbero luogo tra il 1542 e il 1601 e furono iniziati da Andrea Moroni e continuati, alla sua morte nel 1560, da Vincenzo Scamozzi. L'ala su Riviera Ponti Romani è opera dell'aretino Guido Fondelli (1922), mentre la parte porticata, che guarda Via S. Canziano, nel XIV secolo ha incorporato il Palazzo dell'antica famiglia Capodivacca. Entrando dalla Porta della Vacca troviamo il cortile nuovo, ristrutturato tra il 1939 e il 1945. Il Cortile Antico, sovrastato dall'alta torre medioevale dell'orologio, è un elegante chiostro cinquecentesco che fu attribuito ad Andrea Moroni, ma assegnato da altri al Sansovino. Il cortile, l'atrio, le scale, le logge e le sale sono completamente rivestite all'interno da stemmi collocati da studenti e professori che frequentarono l'Ateneo dal 1542 al 1688. Dalla loggia superiore possiamo accedere alla Sala delle lauree di Medicina, del XIV secolo. A nord ovest il famoso Teatro Anatomico, il primo in Europa, ideato nel 1594 dal celeberrimo patologo Girolamo Fabrizi d'Acquapendente e inaugurato nel gennaio del 1595. Il teatro, unico nel suo genere, anche perché solamente qui si potevano sezionare cadaveri a scopo scientifico, è composto da sei piani ellittici in legno, capaci di 300 posti a sedere, che si alzano intorno al tavolo anatomico. A nord-est la Sala dei Quaranta, così denominata per i quaranta ritratti di studenti stranieri illustri, dove si trova la cattedra di legno dalla quale Galileo Galilei avrebbe insegnato matematica e fisica dal 1592 al 1610. Subito dopo l'Aula Magna con il prezioso soffitto affrescato dal Carlini nel 1854. La parete di fondo dell'aula, con i seggi del Senato Accademico, fu invece ricostruita nel 1942 su disegni di Giò Ponti, autore anche della basilica. Dalla Basilica, decorata con mosaici, affreschi e statue di autori contemporanei, si accede alla Sala del Collegio Accademico con scaffali scolpiti, colonne e arredi lignei un tempo della Biblioteca del Monastero di Santa Giustina.

Il portone "atrio della morte" viene così denominato per un'antica usanza che sembra non avere riscontro in altre Università italiane secondo la quale da qui accedono, ancora oggi, i cortei che onorano i feretri dei professori che, posti nel mezzo del cortile antico, vengono sollevati tre volte in alto da otto studenti mentre la campana diffonde i suoi mesti rintocchi. Sulla piazza antistante, il monumento a Galileo di Giò Pomodoro (1996).
Oggi il Bo' ospita il rettorato e la facoltà di giurisprudenza.


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